Domenica metto il programma ad asciugare vicino alla finestra e lo leggo controluce. L’orario è salvo. Nella lista dei bagagli si distingue bene «sedia», l’unica cosa che non rischiavo di dimenticare.
Esco verso Badia a Settimo e attraverso a piedi la passerella sull’Arno. Dall’altra parte controllo le tasche. Ho le chiavi, ho il telefono. Torno indietro con le stesse cose con cui sono partito. Mi sembra una buona prova per domani.
La pausa alle Antiche Torri e la cena alla Delizia Reale mi tengono ancora a Scandicci. Tra una sosta e l’altra carico il telefono, la batteria esterna e un vecchio telefono che porto per sicurezza. Il cavo buono era nella presa di casa fin dall’inizio.
Lunedì, finalmente
Torno a Resistenza. Riconosco la mia macchina senza toccare le altre. Controllo il biglietto, guardo il giorno e confronto la data con quella del telefono. Lunedì. Ci siamo.
Passo di nuovo da Cerbaia. Davanti al Santa Caterina guardo il sedile del passeggero: stavolta c’è solo la borsa. Continuo lungo la valle della Pesa verso Montelupo, dove mi fermo per un caffè e due passi in centro. Tolgo dal cruscotto il foglio unto, che la ventola mi continua a soffiare in faccia. Lo metto nella portiera. Avrei potuto farlo venerdì.
Le soste
Riprendo la FI-PI-LI e mi fermo a Pontedera. Lascio la macchina fuori dal centro e arrivo a piedi al Ponte Napoleonico. Appoggio il telefono e imposto il timer. Quando scatta sono ancora di spalle, che cerco di raggiungere il punto giusto. Al Pasqui mando quella.
Riparto verso la costa e proseguo a sud. Ho scelto un traghetto nel pomeriggio, proprio per non fare tutta la strada di corsa. Prima di Piombino mi concedo la deviazione per Baratti: controllo il tempo rimasto per l’imbarco prima di uscire dalla strada principale.
Al golfo tolgo le scarpe e faccio pochi passi sulla sabbia. Il mare è già qui e io ho una macchina piena di roba per attraversarlo. Mi siedo per rimettere le scarpe, le scuoto con cura e parto. La sabbia rimasta nel calzino si farà sentire al porto.
Il biglietto
Al porto preparo il telefono prima di entrare nella corsia indicata. Il biglietto viene letto al primo tentativo. Avevo già pronto un discorso sul foglio macchiato; mi tocca tenermelo.
Sistemo l’auto a bordo, prendo la borsa e seguo le indicazioni per salire. Sul ponte il cappellino comincia a sollevarsi. Lo tolgo e lo metto in tasca prima di dovergli correre dietro.
La nave si muove. Guardo la banchina che si allontana e rimango lì un po’, con la borsa fra i piedi. Questa volta sono partito davvero.
Scrivo al Pasqui: «Sono sul traghetto». Allego una foto del mare e una del biglietto, così non ci sono dubbi. Risponde alla prima. «Bravo. Ora resta lì.»
Da Resistenza all’Elba
1. Resistenza, ore nove. Quasi.
2. Per l’Elba, passando da Cerbaia
3. Il cartone va tenuto dritto
4. A Piombino col foglio unto · Sei qui
Fotografie
Il centro di Montelupo Fiorentino · Alexmar983 · CC BY 4.0. Ridimensionata e ottimizzata.
Il Ponte Napoleonico sull’Era a Pontedera · Taccolamat · CC BY-SA 3.0. Ridimensionata e ottimizzata.
Il golfo di Baratti visto da Populonia · PROPOLI87 · CC BY-SA 4.0. Ridimensionata e ottimizzata.
Il porto di Piombino · Janericloebe · Public domain. Ridimensionata e ottimizzata.





IL FILO DEL VIAGGIO.
La passerella di Badia a Settimo
Domenica: breve giro a piedi sulla passerella.

Antiche Torri, la pausa sulla Pisana
Pausa sulla Pisana, organizzata col locale.

La Delizia Reale, ancora una sera a Scandicci
Ultima cena a Scandicci.

Resistenza, il parcheggio della partenza
Lunedì: partenza vera, dalla stessa macchina.

Santa Caterina, la pizza della chiesa a Cerbaia
Di nuovo via Empolese, stavolta in viaggio verso la costa.

Montelupo, il caffè prima della FI-PI-LI
Pausa nel centro prima di riprendere la FI-PI-LI.

Pontedera, due passi lungo l’Era
Sosta a piedi lungo l’Era, lasciando l’auto fuori dalla ZTL.

Baratti, il mare prima del traghetto
Deviazione al golfo solo con margine sufficiente prima dell’imbarco.

Piombino, stavolta si sale davvero
Arrivo al porto secondo le istruzioni del biglietto.

QUANTO SI SPENDE?
Il viaggio, voce per voce.

